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Dopo il docufilm di Crespi, Villaricca celebra Tortora con una strada

La proposta l’hanno lanciata i due consiglieri Francesco Mastrantuono e Michele Cimmino, ma è stata accolta con consenso unanime da parte del Consiglio Comunale e salutata con entusiasmo anche dal sindaco Francesco Gaudieri. Ora, la decisione è presa ufficialmente: Villaricca avrà una strada dedicata alla memoria di Enzo Tortora, un uomo di straordinario esempio, che ha conservato alta la fiaccola della fiducia nella giustizia e nelle istituzioni in ogni momento della sua travagliata vicenda giudiziaria che lo ha visto accusato ingiustamente, sottoposto a un processo anche e soprattutto mediatico, condannato e infine assolto.

Un calvario che è stato raccontato con precisione e delicatezza nel docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” realizzato da Ambrogio Crespi, la cui proiezione proprio nel comune di Villaricca è stata la molla che ha mosso i giovani consiglieri che hanno portato avanti con decisione la loro proposta.

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UNA STRADA PER TORTORA DOPO IL DOCUFILM DI AMBROGIO CRESPI, L’ESEMPIO DI VILLARICCA

Una iniziativa che parte da un piccolo comune del napoletano, e che incontra il plauso della politica e della società civile. Dopo la proiezione del docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana”, per la regia di Ambrogio Crespi, il Comune di Villaricca ha deciso di intitolare una strada al presentatore di Portobello, votando all’unanimità la mozione avanzata dai consiglieri comunali

E anche il mondo della politica, in particolare la deputata di Forza Italia Mara Carfagna, che con attenzione aveva seguito questo importante docufilm sin dai primissimi passi mossi a Roma, ha plaudito a una iniziativa simbolica ed estremamente importante, nel ricordo di un simbolo della storia italiana, proprio di Enzo Tortora che “è stato un baluardo di coraggio e dignità”.

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Villaricca, intervista al sindaco Gaudieri: dopo il docufilm di Crespi, intitoliamo una strada a Tortora

Il ricordo dell’uomo Enzo Tortora passa anche per i piccoli/grandi gesti simbolici: il comune di Villaricca, nel Napoletano, ha votato all’unanimità la mozione con la quale i consiglieriMichele Cimmino e Francesco Mastrantuono proponevano di intitolare una strada o una piazza a Enzo Tortora, e l’iniziativa si trasforma in una grande festa per il Comune che già aveva dato spazio alla vicenda del presentatore di Portobello, ospitando il documentario che l’ha riportata d’attualità.

Dopo la proiezione di “Enzo Tortora, una ferita italiana” di Ambrogio Crespi, infatti, a Villaricca non sono rimasti con le mani in mano e la voglia di celebrare la dignità e il coraggio di quest’uomo è culminata in un atto concreto dell’Amministrazione.

Merito soprattutto del documentario – spiega a Tazebaonews il sindaco di Villaricca, Franco Gaudieri – che ha saputo riaccendere la fiammella dell’attenzione e dell’interesse anche in chi, a causa dei tanti anni trascorsi ormai dalla tragica morte di Tortora, poteva averne dimenticato la forza e l’esempio.

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A Villaricca (NA) una strada intitolata ad Enzo Tortora

Leggo con grande piacere che il Comune di Villaricca intitolerà una strada o una piazza a Enzo Tortora, indimenticato presentatore di Portobello, simbolo della buona televisione italiana e dei danni incommensurabili della malagiustizia.

L’iniziativa è nata dopo la proiezione del docufilm di Ambrogio CrespiEnzo Tortora, una ferita italiana”, che ho avuto il piacere di vedere e sostenere sin dall’inizio, riconoscendone il profondo valore sociale.

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Villaricca. Intitolare una strada a Enzo Tortora, la proposta di Mastrantuono e Cimmino

Intitolare una strada a Enzo Tortora, è l’iniziativa promossa dai consiglieri del gruppo Napoli Nord, Francesco Mastrantuono (primo firmatario) e Michele Cimmino. L’argomento sarà discusso durante l’assise in programma per il prossimo 10 febbraio.

“Enzo Tortora rappresenta il personaggio più noto del nostro tempo, vittima di un clamoroso errore giudiziario che lo ha costretto a scontare sette mesi di carcere – scrivono i due consiglieri nella mozione posta all’attenzione del presidente del consiglio comunale – Enzo Tortora non si è mai sottratto ai vari gradi di giudizio, dimettendosi da parlamentare europeo e rinunciando all’immunità per affrontare un processo nel quale, a distanza di troppi anni, è emersa appieno la sua innocenza; il 17 marzo 1988 – proseguono – Enzo Tortora è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione; il 18 maggio 1988, dopo il lungo e penoso calvario giudiziario, stroncato da un male incurabile Enzo Tortora muore. Il noto Docufilm “Enzo Tortora un ferita italiana” realizzato dal regista Ambrogio Crespi, che sta facendo il giro del mondo ed è stato proiettato anche a Villaricca il 26/03/2014 su iniziativa dell’intero consiglio Comunale, ha ridestato l’attenzione sulla figura del giornalista scomparso, creando un proficuo dibattito culturale su scala nazionale; conservare viva la memoria di Enzo Tortora è un atto doveroso per tutta la comunità oltre che per gli operatori del diritto in città sono presenti diverse vie, soprattutto di nuova realizzazione, ancora da denominare o con denominazione derivante da quelle contigue (es. 1a trav. Via..)”.

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Villaricca (Na): una strada intitolata a Enzo Tortora

Villaricca, un paese a Nord di Napoli, vuole intitolare una strada oppure una piazza ad Enzo Tortora, il noto giornalista di Portobello, vittima di malagiustizia. A chiederlo sono i consiglieri comunali di maggioranza Francesco Mastrantuono e Michele Cimmino, ma anche la giornalista di Villaricca Giuliana Tambaro. Il 27 marzo 2014, su iniziativa del Consiglio comunale di Villaricca, e con il proficuo impegno del consigliere Mastrantuono e della giornalista Tambaro, fu proiettato il noto docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” del regista Ambrogio Crespi, che sta facendo il giro per il mondo, accogliendo critiche positive.

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Le ragioni del successo del Tortora di Ambrogio Crespi – VIDEO

“Un atto per non dimenticare, la vicenda di Tortora è una brutta storia italiana che non dobbiamo dimenticare, ma dobbiamo raccontare perché trent’anni sono tanti”.

Così, non molto tempo fa, il deputato dem Michele Anzaldi spiegava ai microfoni di Matrix perché c’è bisogno di raccontare la storia del conduttore di Portobello, chiarendo, indirettamente, le ragioni del suo appoggio incondizionato al lavoro di Ambrogio Crespi che, con il docufilm “Enzo Tortora, una ferita italiana” ha saputo riportare in vita un’immagine che si andava ormai sbiadendo.

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ENZO TORTORA, UNA FERITA ITALIANA: I MEDIA RACCONTANO IL DOCUFILM DI CRESPI – VIDEO

Di Monica Gasbarri Ambrogio Crespi racconta Enzo Tortora. Lo fa con il tocco e la sensibilità di un regista che ha deciso di affacciarsi in punta di piedi nella vita di un grandissimo personaggio italiano; un simbolo della televisione, amatissimo dal pubblico, caduto in un buco nero, quello della malagiustizia, dal quale è uscito combattendo con coraggio e con grandissima dignità.

Il successo del documentario “Enzo Tortora, una ferita italiana” è la prova di quanto gli italiani ormai abbiano compreso il valore della sua personale battaglia, e allo stesso tempo, abbiano riconosciuto nel lavoro di Ambrogio Crespi le migliori intenzioni di ripercorre per immagini una ferita italiana, mettendosi al fianco della buona giustizia.

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Applausi per Enzo Tortora

CREMONA — «Ho passato sei mesi in carcere ma non voglio parlare della mia vicenda giudiziaria. Mi difenderò in tribunale dalle accuse ingiuste perché credo nella giustizia. Il mio film ripercorre un caso giudiziario che ha gettato un’ombra sulla magistratura italiana ma racconta anche della capacità dei giudici di riscattarsi».

Ambrogio Crespi, regista del docufilm ‘Enzo Tortora – Una ferita italiana’, intervistato da Vittoriano Zanolli, ha introdotto così la proiezione della sua opera, ieri sera al Cine Chaplin, dopo il benvenuto del titolare della sala, Giorgio Brugnoli.

Quando Tortora fu arrestato, il 17 giugno 1983, Crespi aveva 13 anni e conosceva il popolare conduttore televisivo per averlo visto nella trasmissione ‘Portobello’. Ora porta il suo film in tutta Italia, dove ha un pubblico assolutamente eterogeneo.

«Sono i giovanissimi — spiega Crespi — a rimanere impressionati dal calvario di un uomo che ha affrontato con esemplare dignità prove che avrebbero distrutto chiunque». Tortora aveva i mezzi per pagare i migliori avvocati e un partito, quello radicale, che lo sostenne e poi lo fece eleggere all’europarlamento. Un comune cittadino forse non avrebbe retto.

«I pentiti, o meglio la loro inaffidabilità sono un grosso problema per la nostra giustizia — ha commentato l’avvocato Marcello Elia —. E non parlo solo di quelli che fecero condannare Tortora». E il pm Diego Marmo che si scusò con la famiglia dell’imputato per il clamoroso errore giudiziario commesso? «E’ stata una scusa tardiva che non attenua le responsabilità dei magistrati che ancora oggi non pagano per i loro errori» ha detto Elia.

Un lungo e spontaneo applauso del pubblico ha accompagnato i titoli di coda del film e le famose e commosse parole di Tortora al suo rientro in televisione, dopo la detenzione e gli arresti domiciliari: «Dove eravamo rimasti…».

Fonte: La Provincia

CINEMA: DOCUFILM SU ENZO TORTORA DOMANI A CREMONA

Ultima tappa stagione 2014 al CineChaplin del capoluogo lombardo Roma, 10 dic. (AdnKronos) – Si conclude domani al CineChaplin di Cremona il tour del docufilm di Ambrogio Crespi ”Enzo Tortora – una ferita italiana”. Dopo oltre un anno, con all’attivo oltre 50 proiezioni in campo nazionale ed internazionali il film su Tortora chiude la stagione 2014 a Cremona con un dibattito sulla ‘giustizia-giusta’. Ad introdurre il film sarà il direttore de ‘La Provincia’, Vittoriano Zanolli. “Sono molto contento di poter concludere al CineChaplin il tour di proiezioni 2014 del film su Enzo Tortora – dichiara il regista Crespi – Purtroppo il caso Tortora viene preso spesso ad esempio come il ‘caso dei casi’, viene evidenziato come la vita normale di uomo e della sua famiglia possa essere distrutta in pochi momenti ma, al di là delle parole e dell’indignazione per una vicenda giudiziaria assurda, poco è stato fatto per evitare altri casi Tortora. Da trent’anni – aggiunge Crespi – si aspetta una riforma della Giustizia che risolva il problema del ‘pentitismo’ e che ridia una fiducia reale ai cittadini. Ormai credo sia finito il tempo di rimandare. Il Parlamento recentemente ha approvato il ddl sulle misure cautelari, un’azione di civiltà e di attenzione reale verso i cittadini”. “Il mio auspicio – conclude Crespi – è che presto l’Esecutivo possa riformare nel merito la giustizia, dando vita ad un impianto legislativo e di diritto che corregga le contraddizione per le quali, ancora oggi, assistiamo a molti casi Tortora”.

Fonte: AdnKronos

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